Articolo originariamente apparso il 19 ottobre su Europhonica, che ne mantiene tutti i diritti. Clicca qui sotto per sentire l’intera puntata.

Una promessa è una promessa. A pochi giorni dalla presentazione della legge di bilancio italiana, la Commissione europea ha espresso il suo malumore sulle scelte economiche del Governo Renzi. L’oggetto del contendere è sempre lo stesso: la flessibilità.

Nelle ultime settimane Roma aveva chiesto di poter aumentare il deficit per gestire l’emergenza migranti e finanziare le spese di ricostruzione dopo il terremoto nel Centro Italia dell’agosto 2016. Bruxelles aveva acconsentito, a patto che le concessioni fossero precise e limitate, visti i 19 miliardi di flessibilità concessi l’anno scorso.

Settembre 2015. Juncker e Renzi andavano molto d’accordo ai tempi. Fonte Eunews.it

Per questo l’aumento del deficit al 2,3% è sembrato eccessivo, rispetto all‘1,8% concordato ad aprile.  Uno scarto ridotto si dirà ma l’aumento del 0,5%, vuol dire 10 miliardi di euro in più di debito. Troppo per il Commissario europeo agli affari economici e monetari Pierre Moscovici che ha annunciato un controllo rigoroso della Commissione sulle cifre, per confermare se le spese indicate nel budget corrispondono realmente a quelle per sisma e migranti.

L’Europa non si fida e si prepara a fare delle correzioni. Ma il Governo Renzi non ci sta. Secondo il ministro delle finanze Padoan l’aumento del deficit al 2,2%, era stato concordato al vertice europeo di Bratislava con il Presidente dell’Europarlamento Martin Schulz e quello della Commissione Juncker. Ma è anche necessario, perché l’Italia fronteggiando l’emergenza migranti svolge un servizio per l’intera Unione.

Sempre sul tema immigrazione ma ancora più polemico, Renzi in un’intervista al Tg1 ha dichiarato:

Basta egoismi. Se l’UE vuole che riduciamo il deficit, ci aiuti con i migranti. Appena ci daranno una mano, le spese si abbasseranno” – Matteo Renzi

Il Commissario Europeo agli affari economici Pierre Moscovici discute col ministro delle finanze olandese Jeroen Dijsselbloem se fermare la Legge di Bilancio italiana
Il Commissario Europeo agli affari economici Pierre Moscovici col ministro delle finanze olandese Jeroen Dijsselbloem. Fermeranno la Legge di bilancio italiana?

Dunque nelle prossime due settimane la Commissione esaminerà la manovra e darà la sua opinione entro l’8 dicembre, quando si riunirà l’Ecofin, l’organo UE che ha il compito di monitorare le politiche di bilancio dei 28 stati membri. Potrebbe sanzionare l’Italia o lasciare intatta la legge di bilancio senza correzioni.

Il punto però non è quale decisione prendere, ma quando comunicarlo. Calendario alla mano, il parere di Moscovici dato prima del referendum sulla riforma costituzionale del 4 dicembre potrebbe cambiare gli equilibri e indebolire la campagna del . L’ultima cosa che vorrebbe Renzi, rafforzato dal viaggio a Washington, dove ha ricevuto l’endorsement di Obama, simbolo dell’anti austerity. La Commissione giura di non voler creare tensioni con Roma ma il malumore rimane.