Per Benigni e Troisi in “Non ci resta che piangere” era un fiorino, per gli extracomunitari saranno 5 euro. Dal 2020 tutti i cittadini extra-europei sopra i 18 anni dovranno pagare una piccola tassa per entrare nell’area Schengen.

L’area Schengen è una zona di libera circolazione senza controlli alle frontiere per i cittadini dei 22 Stati dell’Ue che ne fanno parte. L’accordo prende il nome dalla città lussemburghese dove il 14 giugno 1985 fu firmato il trattato.

Etias, il sistema europeo di informazioni e autorizzazione di viaggio, sarà la polizia di frontiera dell’Unione. Filtrerà l’ingresso di tutti i cittadini non europei che entrano senza visto per soggiorni brevi, cioè non oltre i 90 giorni. Il modello di riferimento è l’Esta, il sistema di sicurezza entrato in vigore negli Stati Uniti dopo gli attentati terroristici dell’11 settembre 2001.

Grazie all’incrocio dei database nazionali ed europei, Etias segnalerà i profili sospetti per prevenire minacce terroristiche e combattere l’immigrazione clandestina. Questo sulla carta.

(Fonte: Internazionale)
22 stati Ue (su 28) fanno parte dell’area Schengen, più 4 paesi extra-Ue Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein. Anche ai loro cittadini non si applicherà la tassa dei 5 euro. (Fonte: Internazionale)

Ogni anno più di 300 milioni di cittadini provenienti da 60 paesi che hanno già un accordo di sospensione dei visti con l’Ue, pagheranno un “biglietto” caro ma duraturo. La tassa di 5 euro garantirà l’accesso all’area Schengen per cinque anni e frutterà alle casse dell’Unione ogni anno tra i 500 milioni e i due miliardi di euro.  La cifra coprirebbe ampiamente i costi di gestione di Etias che la Commissione stima intorno ai 212 milioni di euro per la sua creazione e 85 milioni all’anno per la gestione.

Per la prima volta la Commissione ha presentato una proposta concreta contro chi critica Bruxelles di non avere polso nella gestione delle frontiere. Dovremo aspettare almeno 4 anni per vedere se sarà efficace. Il presidente della Commissione Juncker aveva annunciato un piano ambizioso nel suo discorso sullo Stato dell’Unione nel settembre 2016.

Estratto del discorso sullo stato dell'Unione del settembre 2016. Juncker: "Dobbiamo proteggere i nostri confini. Con Etias sapremo chi sta viaggiando verso l'Europa prima che arrivino qui".
Estratto del discorso di Juncker: “Dobbiamo proteggere i nostri confini. Con Etias sapremo chi sta viaggiando verso l’Europa prima che arrivino qui”.

Ma come funzionerà nella pratica il sistema Etias? Turisti o studenti di paesi come Giappone, Stati Uniti o Venezuela dovranno compilare un modulo online, di regola 72 ore prima della partenza. I dati personali, sanitari, precedenti penali saranno poi inseriti nel database di Etias e incrociati con quelli di Europol, l’agenzia europea contro la criminalità.

La Commissione prevede che il 95% delle richieste sarà approvata. Un ulteriore controllo alla frontiera sui documenti in regola e gli eventuali bagagli, permetterà ai maggiorenni extracomunitari di entrare nell’Unione.

 

Con l’introduzione di Etias la Commissione ha cercato di risolvere una volta per tutte il problema della sospensione di Schengen. Germania e Austria nel settembre 2015 sono stati i primi paesi a reintrodurre i controlli al confine tra i Paesi Ue come risposta muscolare alla crisi europea dei migranti. Seguite pochi mesi dopo da Danimarca, Svezia e Norvegia.

L’art. 23 del codice di Schengen ha permesso agli Stati di sospendere il trattato per due anni per poi decidere ogni sei mesi se prorogarlo fino a un massimo di tre volte (art.29). La decisione della Commissione di far pagare Schengen agli extra comunitari è arrivata alla scadenza del terzo rinnovo del maggio di quest’anno.

 

Schengen è stato sospeso 3 volte. La prima volta da Germania e Austria nel settembre 2015. L'ultima a maggio 2016.
Schengen è stato sospeso 3 volte. La prima volta da Germania e Austria nel settembre 2015. L’ultima a maggio 2016.

 

Etias potrebbe essere la garanzia per un ritorno a pieno regime di Schengen. Nessuno a Bruxelles si è preoccupato del fatto che Etias potrebbe essere l’ultimo dei tanti svantaggi che avranno i cittadini inglesi una volta uscita dall’Unione europea. Sono più di 30 milioni i sudditi di sua Maestà che nel 2015 hanno scelto il Vecchio Continente. Spagna (13 milioni di viaggi) e Francia (8) le mete più visitate.